L’8 marzo non è una festa. Non è il giorno delle mimose, dei cioccolatini o delle “donne speciali” da celebrare con frasi fatte. È una giornata di lotta, di consapevolezza e, purtroppo, di ricordi scomodi su quanto ci sia ancora da fare per la parità di genere. Perché se fosse davvero una festa, non dovremmo ancora parlare di disparità salariali, molestie, diritti negati e tabù che opprimono la sessualità femminile. Se fosse una festa, non saremmo qui a dover spiegare – ancora nel 2025 – che il piacere delle donne esiste e merita rispetto, che i nostri corpi non sono proprietà altrui e che possiamo essere libere di vivere la nostra sessualità senza etichette o giudizi.
E allora, in questa giornata, anziché “festeggiare”, sfatiamo alcuni miti e abbattiamo qualche pregiudizio sulla sessualità femminile. Perché la libertà parte anche da qui.

La sessualità femminile è stata per secoli un mistero. Ma non un mistero intrigante, tipo “Chi ha costruito le piramidi?”, bensì un mistero volutamente avvolto nel silenzio, nella vergogna e, diciamolo, in un sacco di cavolate.

“Le donne hanno meno desiderio degli uomini”.
Ah, il grande classico! Per secoli ci hanno venduto l’idea che la libido femminile fosse un fuocherello tenue, mentre quella maschile un incendio inarrestabile. Peccato che la scienza dica altro: il desiderio femminile esiste eccome, solo che la società ha fatto di tutto per reprimerlo. Basta guardare le streghe: molte donne bruciate nel Medioevo erano colpevoli di essere un po’ troppo libere nei costumi.

“L’orgasmo femminile è un optional”.
Pensate che fino agli anni ’60 alcuni medici sostenevano che l’orgasmo femminile non fosse necessario per il piacere. E ancora oggi, circa il 40% delle donne dichiara di non raggiungerlo regolarmente. Sarà che per decenni ci hanno insegnato che “se il sesso fa felice lui, allora va bene così”?

“I sex toys sono solo per single disperate”.
Sbagliato. La storia dei sex toys risale a tempi antichissimi. Già nell’Antica Grecia e Roma si usavano oggetti fallici per il piacere (e senza vergogna). Poi, nell’800, i vibratori furono inventati come “cura” per l’isteria femminile. Oggi sono simbolo di libertà sessuale e autodeterminazione, ma c’è ancora chi li vede con sospetto. Strano, visto che nessuno si scandalizza per il Viagra.

“Le donne devono essere pure e caste”.
Se per gli uomini il sesso è una conquista, per le donne è ancora visto come una minaccia alla propria reputazione. Ancora oggi, parole come “facile” o “troppo disponibile” vengono usate per giudicare le donne sessualmente attive, mentre gli uomini accumulano “esperienza”. Eppure, i dati dimostrano che l’educazione sessuale basata sulla libertà e la consapevolezza riduce le gravidanze indesiderate e le malattie sessualmente trasmissibili.

“La sessualità femminile non ha un valore economico”.
E invece… ha un valore enorme. Pensate all’industria dei prodotti per il piacere femminile, che sta crescendo esponenzialmente e dovrebbe raggiungere i 52 miliardi di dollari entro il 2030. Peccato che fino a poco tempo fa, i finanziamenti per startup di sex tech femminile venissero rifiutati perché “non seri”. Mentre pillole per l’erezione venivano approvate con entusiasmo.

“Se una donna parla di sesso, è volgare”.
Un uomo che parla di sesso è esperto, una donna che lo fa è “di dubbia moralità”. Il linguaggio intorno alla sessualità femminile è ancora pieno di tabù e pregiudizi. Basti pensare alla censura sui social: un capezzolo maschile? Nessun problema. Un capezzolo femminile? Contenuto rimosso. E guai a nominare il clitoride, che è ancora più censurato di certe teorie complottiste.

“Le donne non possono avere più partner senza essere giudicate”.
Gli uomini con tante partner? Don Giovanni. Le donne con tanti partner? Pu**ane. Questo doppio standard esiste da secoli e ancora oggi influenza il modo in cui le donne vivono la propria sessualità. Il diritto al piacere senza giudizi è ancora una battaglia aperta.

“Il piacere femminile è complicato”.
Non è complicato, è solo stato ignorato per troppo tempo. Se tutto il mondo sa come funziona un’erezione, ma pochissimi sanno come è fatto un clitoride, forse il problema non è la biologia, ma la mancanza di educazione sessuale adeguata.

La sessualità femminile non è un mistero, un tabù o un optional. È una parte naturale e potente dell’esistenza, che merita rispetto e celebrazione, non censura e pregiudizi. E se c’è una cosa che la storia ci ha insegnato è che più provano a zittirci, più forte facciamo sentire la nostra voce. Quindi, parliamone. Con ironia, con dati alla mano e con la consapevolezza che il vero potere è conoscere e vivere il proprio piacere senza paura.

E adesso, se vuoi, vai a regalarti un sex toy senza sensi di colpa. Te lo meriti. 😉 Ne trovi tanti su twilo.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *